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Di seguito troverai una serie di domande frequenti, per leggere le risposte cliccate sul +

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Domanda 1

Che cosa significa plusdotazione?

Con plusdotazione intellettiva (o alto potenziale cognitivo) ci si riferisce ad una capacità cognitiva superiore alla norma. Le definizioni sono numerose. Il termine è una traduzione dall’inglese giftedness.

Cosa significa dissincronia?

Con dissincronia ci si riferisce ad una discrepanza evidente e significativa tra elevate capacità cognitive in uno o più ambiti e lo sviluppo emotivo-relazionale che può corrispondere all’età anagrafica o talvolta non essere adeguato all’età.

A che età si può valutare il quoziente intellettivo?

Per effettuare una valutazione del Quoziente Intellettivo e/o dell’Indice di Abilità Generale i principali strumenti sono le Scale Wechsler che si possono somministrare a partire dai 2 anni e 6 mesi compiuti.

Chi può effettuare una valutazione della plusdotazione?

In Italia non esiste una formazione specifica né un riconoscimento normativo o diagnostico della plusdotazione, ma è indubbio che personale qualificato (psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri) necessiti di una ulteriore formazione e di una sensibilità particolare al tema per poter approfondire, attraverso protocolli condivisi con Paesi che hanno esperienza maggiore su questo tema e in linea con la letteratura internazionale, attraverso una corretta valutazione, gli aspetti legati al potenziale intellettivo e non solo.

Cos’è una mis-diagnosi?

Le mis-diagnosi sono il frutto di una non conoscenza, formazione e comprensione delle caratteristiche della plusdotazione, che pertanto sono confuse con comportamenti patologici. Tra le mis-diagnosi più comuni vi sono quelle di: Disturbo di Attenzione ed Iperattività (DDAI o ADHD), Disturbo oppositivo provocatorio, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Disturbi dell’Umore, ecc.  

Il problema delle mis-diagnosi è principalmente legato al fatto che vi è una quasi totale non conoscenza, tra i professionisti del settore, delle caratteristiche sociali, emotive e comportamentali della plusdotazione; molti aspetti tendono, infatti, ad essere erroneamente interpretati come segnali di patologia, anziché come espressione di intensità, creatività, curiosità, ecc. su cui lavorare.  

E’ possibile essere plusdotato ed avere un DSA? 

Assolutamente sì. Il riconoscimento di un Disturbo Specifico di Apprendimento o della Plusdotazione in questi casi è ancora più difficile perché l’uno o l’altro aspetto rischiano di mascherare specifiche difficoltà o potenzialità, generando spesso in bambini e ragazzi sentimenti contrastanti. Allo stesso modo un bambino o ragazzo plusdotato può essere contemporaneamente iperattivo. In questi casi si parla di doppia eccezionalità.

Cosa si intende per doppia diagnosi?

Vi sono situazioni in cui alla plusdotazione si aggiungono caratteristiche realmente assimilabili ad una specifica patologia. In questo caso si parla di comorbidità e questo dovrebbe portare ad una doppia-diagnosi, aspetto però altrettanto difficile, di nuovo per via della assente o scarsa conoscenza dell’argomento. In questo caso il rischio più frequente è che si osservi e riconosca esclusivamente la patologia, senza offrire al bambino/ragazzo e ai professionisti che lo seguono la possibilità di far leva sui punti di forza per intraprendere un trattamento adeguato.  

Cos’è l’underachievement?

Letteralmente significa lavorare al di sotto del proprio potenziale. E’ ciò che spesso accade a bambini e ragazzi plusdotati che rischiano di allontanarsi dal mondo della scuola, abbandonandola precocemente, perché non ricevono stimoli adeguati al loro potenziale e perdono l’interesse nell’apprendimento. 

Esiste un protocollo ministeriale/scolastico per bambini e ragazzi plusdotati?

Ad oggi in Italia non vi è ancora un adeguato riconoscimento della plusdotazione né vi sono insegnanti sufficientemente preparati per strutturare percorsi ad hoc, ma con l’aiuto di personale preparato è possibile intervenire e sostenere lo sviluppo e l’apprendimento di questi bambini e ragazzi.

I bambini plusdotati hanno tutti caratteristiche molto simili?

Assolutamente no. La plusdotazione è solo un aspetto, vi sono poi le caratteristiche di personalità, il carattere, le esperienze, i contesti, ecc. che rendono ogni individuo unico e differente, come nella popolazione più allargata.

Ci sono più bambini plusdotati maschi che femmine?

Anche questo non è vero, ma le caratteristiche storiche e sociali dei nostri contesti rendono più difficile il riconoscimento e l’individuazione di bambine e ragazze che corrono anche più spesso il rischio di cercare di adattarsi alle richieste del contesto e pertanto nascondersi, piuttosto che emergere.

Per risolvere i problemi a scuola è utile fare il salto di classe? 

A volte il salto di classe può essere una strategia utile, ma non sempre è una soluzione. Ogni bambino/ragazzo ha proprie esigenze e caratteristiche pertanto la situazione va valutata di volta in volta.

Domanda 2

Sfatiamo i principali miti sulla plusdotazione

Mito: gli studenti plusdotati non hanno bisogno di aiuto perché riescono a fare tutto bene anche da soli.

Chiunque dimostri di avere un talento in uno specifico ambito o un'abilità generale in ambito scolastico o accademico, vorrebbe poter sviluppare il proprio potenziale e per fare questo è necessario l’aiuto di un valido insegnante che lo aiuti a crescere per evitare che il talento possa perdersi.

Mito 2:gli studenti plusdotati dovrebbero amare la scuola, avere voti alti ed affrontare con entusiasmo ogni giorno di scuola.

Molto spesso questi studenti prendono dei bei voti a scuola e sono desiderosi di apprendere nuove cose. Ma capita anche che la scuola possa diventare il luogo della noia e del “non apprendimento”, non perché ormai non hanno più nulla da imparare, ma perché può succedere che già all’inizio dell’anno questi bambini abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati per una o più materie; le lezioni diventano così ripetitive e monotone. In questi casi viene quindi a mancare l’entusiasmo e può succedere che si inneschi una spirale negativa che porta lo studente a non interessarsi più della scuola ed avere cali di rendimento anche importanti.

Mito:gli studenti plusdotati sono bravi qualunque cosa facciano.

Non è assolutamente detto che questo accada. Molto spesso le abilità o gli interessi sono ristretti ad una singola area del sapere umano. In altri ambiti le capacità possono pertanto essere nella norma o anche sotto la norma. Maggiore è l’abilità in un ambito, più grande apparirà la differenza nel caso in cui vi siano abilità non particolarmente sviluppate. 

Mito:le attività ed i possibiliprogrammi per gli studenti plusdotati sono elitari.

Non esistono programmi standardizzati realmente utili per studenti plusdotati, ma questi sono creati in base alle esigenze specifiche e nel rispetto delle diversità, pertanto possono essere utili a più livelli per tutti gli studenti.

Mito:tutti gli studenti plusdotati hanno problemi nell’adattarsi alla scuola e fanno fatica nelle relazioni amicali.

La maggior parte degli studenti plusdotati non ha grossi problemi a scuola e ha molti amici. Ma vi è una percentuale, che negli Stati Uniti si calcola essere circa il 20/25% degli studenti plusdotati, che invece non ha un buon rapporto con la scuola, non riesce a farsi molti amici ed ha problemi di tipo emotivo e relazionale. 

Mito:questo studente non può essere plusdotato, perché non ha bei voti a scuola. L’underachievement può spiegare come mai studenti plusdotati possono avere uno scarso o pessimo rendimento scolastico, correndo il rischio di uscire dal sistema scolastico anticipatamente e/o mettendo in atto comportamenti non sempre socialmente accettabili.

 

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